Come riconoscere i tarli

Sapere come riconoscere i tarli è fondamentale per intervenire sul problema in tempo utile, con una soluzione definitiva ed efficace.

Chi ha dei mobili in legno a casa può trovarsi a dover combattere contro i tarli, che si nutrono della polpa del legno scavando all’interno del mobile gallerie che, alla lunga, ne minano la stabilità e l’estetica.

Se è vero, infatti, che un vecchio baule tarlato può avere il suo fascino, è altrettanto vero che una sedia tarlata può diventare pericolosa, in quanto rischia di cedere quando ci si siede.

Per questo motivo è molto importante riconoscere i segni che indicano la presenza di tarli nei vostri mobili e procedere con l’eliminazione.

Riconoscere i tarli: partiamo dal loro ciclo di vita

Per eliminare i tarli dai propri mobili è necessario ricordare che ci sono dei momenti propizi per procedere a tale operazione.

Pertanto bisogna conoscere quello che è il ciclo vitale di un tarlo.

Come per tutti gli insetti, le femmine depongono le uova: in questo caso esse vengono deposte sulle superfici di legno o in vecchi fori precedentemente scavati da altri tarli.

Le uova possono variare in numero tra le venti e le sessanta e necessitano di circa un mese per maturare.

Una volta schiuse, le larve di tarlo iniziano a nutrirsi della polpa del legno, scavando piccolissime gallerie, solitamente del diametro di uno o due millimetri.

Va subito sottolineato che non sono questi i fori che solitamente si vedono sui mobili tarlati.

Una volta all’interno del legno, infatti, le larve continuano a nutrirsi fino alla maturazione, ossia alla trasformazione da larva a tarlo.

La trasformazione può richiedere anche diversi anni: in media dal momento della nascita alla trasformazione in tarlo possono trascorrere anche tre anni.

Al momento della completa maturazione il tarlo torna in superficie e per farlo scava quelli che sono i fori che poi si vedono sulla superficie dei mobili, detti fori di sfarfallamento.

Pertanto, quando un mobile presenta i caratteristici forellini il tarlo ne è ormai uscito.

Tuttavia, il foro è il campanello d’allarme che permette di riconoscere la presenza di questi insetti e, quindi, intervenire per evitare ulteriori incubazioni di larve.

Infatti, i tarli escono in superficie una volta maturi e quindi pronti per accoppiarsi dando vita a un nuovo ciclo.

Come riconoscere i tarli: dimensioni, caratteristiche e rumori

In base alla famiglia di appartenenza il ciclo vitale di un tarlo può durare anche fino a 17 anni.

Qui di seguito puoi vedere una tabella che riporta le principali tipologie di tarlo e la durata di ogni fase del loro sviluppo

Nel processo di eliminazione dei tarli del legno conoscere il ciclo vitale di ciascuna famiglia è parte integrante dell’analisi ambientale per determinare l’entità delle infestazioni.

I tarli subiscono la stessa metamorfosi (uovo, larva, pupa adulto), ma ciascuna famiglia ha tempistiche e cicli vitali diversi.

Nell’analisi vanno tenute in considerazione le condizioni ambientali (temperatura e umidità) in quanto nei periodi freddi la tendenza è di mantenere gli ambienti a temperature molto elevate.

Questo crea, di fatto, l’habitat ideale per accelerare le fasi biologiche di sviluppo quali la schiusa delle uova che normalmente avviene in primavera in concomitanza.

Buchi e gallerie

Il principale problema della presenza dei tarli non è sicuramente quello dei fori esterni che vengono lasciati dall’insetto quando esce quanto piuttosto il lungo percorso di gallerie che viene scavato all’interno del mobile.

Queste possono essere davvero lunghe e numerose, soprattutto se non ci si accorge subito della presenza dei tarli per cui questi hanno la possibilità di riprodursi per più generazioni.

In tal caso la presenza di gallerie interne è tale che un minimo carico può far cedere il mobile stesso, sia esso una sedia, una mensola, un tavolo o altro.

Il problema dei tarli non c’è quasi mai in presenza di mobili moderni, spesso trattati in modo da assicurare una maggiore resistenza all’attacco dei tarli.

Nel caso di mobili antichi, invece, il rischio è molto elevato, soprattutto se si tratta di noce, uno dei legni maggiormente apprezzati dai tarli.

 

Come eliminare i tarli in modo efficace

I professionisti che operano nella disinfestazione dai tarli oggi utilizzano:

  • sistemi a basse temperature, in grado di uccidere le larve
  • metodi anossici, che eliminano i tarli in qualsiasi stadio dello sviluppo
  • tecniche che prevedono l’uso del calore, tramite interventi termici ad aria calda o a infrarossi.

Si tratta di operazioni che possono essere effettuate solo da personale qualificato e che hanno il pregio di eliminare gli insetti in maniera definitiva senza apportare alcun danno al mobile.

Di particolare interesse è il metodo a infrarossi che prevede l’uso di un generatore di raggi infrarossi lontani (FIR).

L’elevato potere penetrante dei FIR, infatti, permette di generare calore anche nelle parti più interne del legno e, soprattutto, di trasmettere il calore esclusivamente agli esseri viventi evitando qualsiasi tipo di danno al legno.

In tal modo, quindi, si potranno eliminare le larve e i tarli mantenendo integro il mobile.

Il trattamento a infrarossi è ecologico, in quanto fa uso di raggi naturalmente presenti in natura, e di calore.

Non vengono pertanto immesse sostanze inquinanti nell’ambiente né tanto meno nel legno sui cui si opera.

Si ricorda che eventuali interventi di restauro andranno condotti solo dopo la completa eliminazione dei tarli.

La nostra tecnologia

Sanigroup Solutions è un centro antitarlo MI.TO.S ufficiale ed applica tecnologie differenziate che garantiscono di eliminare definitivamente il problema dei tarli in maniera del tutto scientifica ed ecologica.

La tecnica più adatta viene scelta in base alla natura dell’oggetto da
trattare e dallo stato ed ambiente di conservazione nonché eventuali necessità logistiche.

Se pensi di avere un problema di tarli, contattaci subito per una consulenza gratuita.

Saremo felici di eseguire un sopralluogo ed aiutarti a risolvere il problema!

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